Quanto costa fare il vino?

Ma quanto costa fare il vino?

Sempre più spesso mi trovo a rispondere a questa domanda. In realtà, però, mi viene posta in maniera diversa. Mi si chiede come mai i supermercati hanno prezzi così bassi e perché il prezzo in cantina o in enoteca dei piccoli produttori é più alto.
Facendo due conti se volessi produrre 20000 bottiglie di Barbera mi costerebbero più di 4 euro a bottiglia. Quindi dovrei rivendere la bottiglia almeno a 8 euro.

Ma torniamo al punto, come ho calcolato quei 4 €, quanto costa fare il vino?

Per un piccolo produttore é spesso molto difficile capire esattamente il costo totale soprattutto nella i fase della vigna, perché c'è il lavoro del padre, perché il terreno era del nonno.
Per ovviare al problema del costo dell'uva mettiamo per ipotesi che l'uva la compriano sul mercato. Diciamo che vogliamo produrre una barbera.
Oggi la Barbera va 0.8 a 1€ kg
La resa media é di circa 0,7 quindi semplificando, diciamo che, il costo per uva incide 1 euro sul costo della bottiglia.
Poi l'uva va trasformata e ci vogliono spazi adatti, macchinari, un enologo e ore uomo. Questo diciamo che incide, almeno 1,5 euro. Poi dobbiamo imbottigliarlo, etichettarlo tenerlo in cantina fino a quando non è pronto. Quindi non solo costi vivi, ma anche immobilizzazione del capitale. Pensate al Barolo al Barbaresco che passano 4 anni tra botti e bottiglie. Oppure il metodo classico che impone un intervento umano quotidiano anche quando il vino è in bottiglia.
Tornando alla nostra Barbera diciamo che anche qui abbiamo una incidenza di 1 euro, forse qualcosa meno.
Ora dobbiamo vendere il prodotto e fare marketing. Diciamo che siamo bravi e riusciamo a spendere 0,5 euro. Ma siamo già a 4 €. Poi abbiamo le tasse e magari un margine.
Ora come si fa a vendere una bottiglia di Barbera a 3 euro al supermercato?
Ripercorrendo il ragionamento precedente per la qualità delle uve dovremmo avere gioco forza un ridimensionamento. In questi casi la raccolta delle uve viene fatta meccanicamente e spesso senza badare alla tenuta del grappolo. Come per l'olio si possono applicare diverse spremiture con evidente calo dei costi. Il vino in questo caso è fatto in cantina e non sul campo. Non sto parlando certo di situazioni border line, tutto regolare dal punto di vista normativo e di sicurezza del consumatore. Si tratta di pratiche abituali di filtraggio e di osmosi inversa che, diciamo valorizzano a tuo piacimento colore e sapore.
Per tutte le fasi esistono chiaramente delle economie di scala.
Certo uno come Enoitalia, della famiglia Pezzolo che produce 97.5 milioni di bottiglie avrà una diversa incidenza sui costi per acquisto delle bottiglie e delle etichette. Avrà di certo un incidenza diversa sui costi di marketing (non spende certo 48 milioni di euro...).

Poi nel mercato ci sono le logiche della GDO, ci sono i grandi esportatori e le cantine stesse applicano politiche di svuota cantina che poi certamente incidono sul prezzo praticato e sul valore percepito.
Ci sono prodotti validi anche al supermercato e questo è certo ma se vuoi acquistare un vino con il profumo della terra da cui nasce allora devi essere disposto a pagare un prezzo.
Il vino ahimè spesso sa di vino e questo lo stiamo dimenticando. 



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