Ruche’, Ruche’ e ancora Ruche’

Castagnole Monferrato cielo grigio a sprazzi soleggiato che da vita ad un paesaggio mozzafiato. Il paese è vuoto e’ l’ora della messa grande e poi è festa grande quella del Ruche’ a “tenuta la mercantile” un edificio risalente a metà del 700 della nobiltà rurale Piemontese (i Rogeri). Entriamo nel parco all’apertura e qualcuno esce a “colpo sicuro” già con le casse mentre noi iniziamo dall’inizio quello vero dalle “vigne del parroco” di Ferraris. Il parroco arrivo’ a Castagnole e oltre alla chiesa trovò delle vigne abbandonate, Don Giacomo figlio di una famiglia contadina del Roero non lo poteva sopportare, le fece rivivere creando un vino importante, profumato e di carattere. Poi incontriamo Tommaso Bosco giovane, entusiasta e fresco come il vino che produce nei suoi tre ettari. Decide di raccogliere le uve poco prima del solito e trova un equilibrio di fiori unico. 

Ci concediamo una “gastropausa”, un applauso ai taglierini al sugo d’arrosto con Ruche’ della proloco Valenzani e al tris di antipasti Monferrini della Miraja.
Dopo un immancabile assaggio da Gatti ci cattura la storia di Amelio Livio che lavora con la sua famiglia, ben 4 donne che portano avanti la tradizione innovando. il suo Ruche’ è sincero, buono da domenica in compagnia.
Agnese Agnolotti


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