Viaggi - Le Langhe: Verduno Barbaresco

Viaggiare è tra i nostri grandi piaceri e lo abbiamo sempre alla ricerca di nuovi vitigni e cantine.

Noi siamo partiti da Verduno dove abbiamo dormito, pranzato e cenato.

Verduno è un comune di 550 abitanti ed è fu costruito dai Cajssotti alla fine della prima metà del Settecento su disegno di Juvarra. Nel corso dell’Ottocento divenne proprietà del re Carlo Alberto di Savoia che oltre a servirsene per la villeggiatura, vi impiantò una cantina per la produzione del Barolo, guidata dal celebre enologo Staglieno. 

Per l'alloggio siamo stati al Bed & breakfast Locanda Dell' Orso Bevitore: davvero bello e una cucina sublime. La prima sera siamo stati accompagnati da un duo di musica soul bravissimi.

Per pranzo siamo stati a Casa Ciabotto che ci è piaciuta e dove abbiamo raccolto preziosi consigli sul Verduno Pelaverga un vitigno autoctono che ci è piaciuto moltissimo.

Siamo parte meridionale del Piemonte, a ridosso delle Alpi Marittime e dell’Appennino Ligure, le Langhe sono un grande anfiteatro di colline, attraversate dal Tanaro, un fiume dal percorso irregolare che separa due territori e ne traccia una chiara divisione geologica.

Alla destra del fiume c’è la Langa, la terra più antica, alla sua sinistra il Roero. A contorno del confine meridionale e occidentale si ergono le montagne che difendono queste colline dal clima mediterraneo.

Sul versante destro del Tanaro, ci dirigiamo verso la zona del Barbaresco che è situata a Sud-Est della città di Alba.

La zona è piccola, tre paesi (Barbaresco, Neive e Treiso) e la frazione di San Rocco Seno d’Elvio del comune di Alba.

L’altitudine è quella ideale per la coltivazione della vite, tra i 150 ed i 450 metri sul livello mare, con la prevalenza della fascia tra 250 e 400 metri per il Nebbiolo.

Una nota caratteristica sono le nebbie, frequenti sul versante Ovest della zona, là dove è più forte l’influenza del fiume Tanaro.

Se ci pensate l'Italia del vino è divisa in due: Il Nebbiolo a nord e il Sangiovese a sud. Sono diversi i terreni, le vigne (una bassa e una alta), le modalità di coltivazione (guyot e cordone) eppure sono entrambe le bandiere del nostro made in italy del vino rosso nel mondo.

Le cantina che ci sono piaciute.

VEDI LA CANTINA DI DIEGO MORRA

 

 

 

 

 


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